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Opere di José Guevara in mostra a Macerata al Faber Café PDF Stampa E-mail
Scritto da Annalisa Dell'Annunziata   
lunedì 02 aprile 2007

Per gentile concessione di Angelica Gabrielli (Stampa e Comunicazione - per Faber Cafè) riceviamo questo comunicato stampa che rendiamo disponibile ai visitatori del nostro portale.

“La materia e la forma”: un omaggio al maestro dell’informalismo europeo

Guevara-al-Faber
Guevara al Faber

In concomitanza con l’apertura del locale, il Faber Café ha inaugurato “La materia e la forma”, un omaggio a José Guevara, l’artista spagnolo, uno dei maggiori interpreti dell’informalismo europeo, che ha ormai fatto delle Marche la sua seconda casa. Tra le pareti metalliche e bianche di questa nuova “officina” culturale, sociale e gustativa (un progetto di bi_studio degli architetti Giorgio Balestra e Silvia Brocchini), la nuova birroteca ospita una piccola quanto affascinante collezione di opere realizzate da José Guevara Sandez con l’originale tecnica, chiamata “oleo por combustiòn del pigmento”, che l’ha reso unico nella storia dell’arte.

Un percorso di spazi figurativi, dove il fuoco diventa pennello, trasforma il colore, la materia, plasmandolo fino a trovare forma nelle silhouette delle portatrici d’acqua, nel sacrificio della corrida, nelle distese esotiche e deserte del vento d’Africa, nei porti notturni, soggetti ricorrenti delle sue opere. Un privilegio per la città di Macerata, che per un mese ha così la possibilità di poter entrare nei paesaggi caldi e mediterranei di questo maestro, che in questo periodo è anche ospite alla Mole Vanvitelliana di Ancona all’interno della mostra “L’arte Italiana del XX secolo attraverso i grandi marchigiani”, giacché marchigiano d’adozione, e le cui opere sono presenti presso i musei di tutto il mondo, come Madrid, Melbourne, Memphis, Dallas, Baghdad, Buenos Aires, Panama, Parigi, Cordoba, Palermo, Zamora, Rio De Janeiro, Roma, Londra, Amsterdam, Bon, Reykjavik, Pechino.

La mostra (ingresso libero) rimarrà aperta fino al 9 aprile, negli orari di apertura del locale: dalle 17.00 alle 02.00, dal martedì alla domenica.
Per informazioni: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , 0733.262950. Faber Café: Vicolo Ferrari 10/12, Macerata

“La materia e la forma”
Biografia dell’artista: José Guevara

Josè Guevara

José Guevara nasce in Spagna a Puebla de Guzmar (Huelva) nel 1928. Compie i suoi studi all'Accademia Provinciale di Belle Arti acquisendo una solida preparazione professionale. Allievo di Armando Balloni e compagno di Guillermo Rodriguez, inizia la sua carriera con orientamenti figurativi nella tradizione classica spagnola. Sono gli anni della dominazione franchista e dell'isolamento culturale della Spagna. Il contatto con l'intellighentia progressista e con le avanguardie storiche produce in Guevara un'autentica rivoluzione interiore, che non tarda a collocarlo nelle file della dissidenza al regime. Costretto ad emigrare, per ragioni politiche, in Sud America s'inserisce subito nei circoli artistici argentini e uruguaiani aderendo ai movimenti che vi si erano impiantati sulla scia delle poetiche informali europee. Membro dei gruppi “Arte Nuova" e "Non-Figurativo", espone per la prima volta alla "Galleria H" di Buenos Aires, e successivamente al Museo d'Arte Moderna di Montevideo, le sue tavole materiche astratte elaborate con libertà gestuale e gusto sensuale del colore. La scoperta nel 1953, della tecnica di combustione del pigmento, segna decisamente la sua evoluzione stilistica, inserendolo in contesti internazionali. A partire dal 1958 le sue opere iniziano il giro del mondo. Musei e Gallerie d'Arte gli aprono le porte in Francia, Stati Uniti, Australia, Libano, Siria, Iraq, Germania, Olanda, Inghilterra, Lussemburgo, Panama, Islanda, Italia e Giappone. Partecipa nel 1962 alla XXVI Biennale di Venezia nonché alle Biennali di Parigi, di San Paolo, di Alessandria, e a varie Esposizioni annuali intercontinentali. Nel 1966, la Fondazione spagnola March gli conferisce una importante borsa di studio per ricerche nel campo della ceramica. Già nel 1963, durante un suo soggiorno nell'Iraq, Guevara aveva sentito l'esigenza di abbandonare l'astrattismo puro a vantaggio di un espressionismo informale più tirato, che rispondeva con esiti fenomenici alla sua nuova tecnica. I notevoli effetti di trasparenza, scintillio, corrugamento e cristallizzazione ottenuti mediante il trattamento igneo delle velature di colore di diverso spessore e stato di fluidità, induce il pittore ad introdurre sempre più la figura nel suo modo di esprimersi. Le sue scelte tematiche rimangono, intanto, pretestuali rispetto al fare artistico vero e proprio, che resta tuttora la sua esclusiva invenzione.

Mostre ed esposizioni

José Guevara è stato invitato alle Biennali di Parigi (1961), Venezia (1962), San Paulo del Brasile (1963), Alessandria d’Egitto (1966) e alla Biennale d’Arte Contemporanea Spagnola (1968). Ha esposto in Spagna, Italia, Uruguay, Argentina, Panama, Libano, Cuba, Lussemburgo, Macedonia, Francia e Giappone. Le sue opere sono presenti presso i musei pubblici di Madrid, Huelva, Melbourne, Gadsen (Alabama, U.S.A.), Memphis (Tennesse, U.S.A.), Dallas (Texas, U.S.A.), Baghdad, Buenos Aires, Montevideo, Huesca, Panama, Siviglia, Parigi, Cordoba, Palermo, Zamora, Rio De Janeiro, Roma, Londra, Amsterdam, Bon, Reykjavik, Pechino. È autore di testi teatrali e opere di prosa e poesia.

Presentazione del faber café

Mostra al Faber cafè

L’origine del nome Faber café trova spunto da una leggenda scozzese, quella del blacksmith priest, un sacerdote fabbro, che sulla sua incudine sigillava l’amore eterno di amanti clandestini, a cui le famiglie e la società impedivano di sposarsi. Una leggenda affascinante, romantica, lontana nel tempo e nella geografia, che si è fusa e modellata all’identità fortemente innovativa del locale. Rimasta l’incudine, il blacksmith è stato tradotto in faber (da faber ferris) connotandosi così di altri significati altrettanto emblematici dell’identità del locale: ingegno, artigianato, creatività,… Universi semantici che raccontano la vera essenza di faber café: una fucina di contaminazioni culturali, sociali e gustative, dove le leggende celtiche, i sidri di frutta, le pozioni di malto e luppolo si incontrano con l’attuale tradizione birraria, sia artigianale italiana che internazionale. Un’officina di “ozio e cultura”, dove giovani artisti trovano posto per esprimere il proprio talento, artistico, musicale, teatrale. Dove potersi rifugiare nella lettura di un giornale o di un libro destinato al bookcrossing. Dove dare vita ad una nuova e partecipativa dimensione del divertimento, da pomeriggio fino a tarda sera. Non un bar, non un pub, non una semplice caffetteria. Per tutto questo e molto altro ancora Faber è café.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 dicembre 2008 )
 
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