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Incontri Napoletani si presenta sul web PDF Stampa E-mail
Scritto da eARS.it staff   
domenica 11 aprile 2010
Tina Giordano Alario
Tina Giordano Alario

L'associazione onlus di arte, cultura e attualità "Incontri Napoletani" ha rinnovato il suo sito web, sempre ricco di informazioni artistiche. Per chi ancora non conoscesse l'associazione napoletana, siamo lieti di pubblicare sul nostro portale una presentazione da parte del suo Presidente Tina Giordano Alario.

«Chi siamo? Persone che non hanno mai accettato l’inefficienza, quale valore elevato a sistema, unite dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni e l’amore per la propria città. Che hanno voluto rischiare, muovendosi in prima persona e coniugando iniziativa privata, capacità progettuale ed impegno civile, soprattutto nella salvaguardia e valorizzazione del vasto patrimonio storico-artistico cittadino.

Siamo convinti che un monumento qualunque esso sia, se curato con passione, se propriamente utilizzato, se gestito con l’accuratezza e la volontà dovute, può provvedere a se stesso ed avviare un indotto (economico - culturale) di cui finiscono con il beneficiare tutti quelli che attorno al monumento vivono e lavorano. Il nostro percorso risale agli inizi degli anni ’90, quando la città si andava discoprendo dopo anni di declino con le prime edizioni di “Monumenti Porte aperte”. In verità non è stata neppure una casualità, dal momento che il sodalizio, fondato e presieduto ancora adesso dalla scrittrice Tina Giordano Alario, donna forte, determinata che ha saputo amalgamare attorno a sé personalità diverse ma ben motivate, ha tra gli obiettivi principali non solo quello di promuovere e finanziare restauri di opere d’arte particolarmente significativi, ma anche quello di riportare alla memoria l’enorme bagaglio culturale e artistico partenopeo, di afferrarne gli stimoli più vitali e contemporanei, operando direttamente sul territorio. In questi anni, sempre di intesa con le Sovrintendenze locali, abbiamo recuperato diverse testimonianze artistiche che rischiavano di finire nel degrado irreversibile o nell’oblio definitivo. Dalla Porta di San Gennaro con l’inaspettato recupero dell’affresco di Mattia Preti, l’unico superstite sulle sette porte della città antica, alla Ruota degli Esposti nell’ex Real casa dell’Annunziata di Napoli, ai Cavalli di bronzo dello scultore russo Pjotr Klodt ( un dono dello zar Nicola I a Ferdinando II di Borbone) posti sui cancelli di ingresso del Palazzo Reale sino alle due guglie fanzaghiane quella di San Gennaro e quella di San Domenico Maggiore, quest’ultima situata nella piazza più gettonata dai napoletani e turisti. Ad ogni restauro si è voluto affiancare una pubblicazione in italiano ed inglese che rendesse più chiare e diffuse le note di carattere storico scientifico ed il valore dell’opera in sé ma soprattutto lo stato quasi fatiscente in cui versava lo stesso monumento. Abbiamo promosso ed organizzato convegni, mostre a sostegno di giovani talenti, bandi di concorso nelle scuole statali superiori sui temi dell’infanzia abbandonata e della legalità, ma ciò che non abbiamo mai perso di vista è il gusto della convivialità, l’amore per le cose piane: alla fine il ritrovarci insieme, prendere decisioni, avviare iniziative, raccogliere fondi per un affresco, una pala d’altare che rischiavano di sparire nel nulla, è stata una costruzione collettiva e nel contempo identitaria che ha scandito la storia del nostro gruppo.»
 
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Ultimo aggiornamento ( domenica 11 aprile 2010 )
 
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