Vincenzo Rusciano, Neverland
Un clown tutto rosso, sospeso su di un trapezio, accoglie lo spettatore nel Main Space della Changing Role. Il personaggio, spogliato del suo significato originario, indossa una maschera che spaventa. Entrando, sulla sinistra, un dipinto con fondo e cornice bianca, raffigura il vortice di una giostra che gira a velocità vertiginosa. La rapidità del suo ruoteare non permette di vedere i cavalli. Al centro della sala il carosello si ferma. I cavalli, ora visibili al visitatore, con le aste sradicate dalla macchina da gioco, appaiono in atto di fuga. Sulla destra, la giostra riprende il suo movimento. Inquietati e intimoriti da oggetti, solitamente legati al mondo della magia e del gioco, l'artista invita all'evasione con una moto (un "gigamodellino" della "Bburago"), rinchiusa in una scatola. Ma è l'interno, rivestito da locandine cinematografiche, a condurci su "l'isola che non c'è", il "non luogo" per eccellenza, il posto inventato e senza tempo delle favole e del gioco.
Articolo pubblicato su:
Viatico, X, n.38,
marzo/aprile 2006
Annalisa Dell'Annunziata